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giorgiodasebenico
pensieri delle origini


Diario


10 novembre 2008

CI SONO RIUSCITO!

 

BOLOGNA

Serata di Solidarietà

Lettura di brani tratti da

GOMORRA

di Roberto Saviano

LUNEDI' 17 NOVEMBRE 2008

AL TEATROMUSICA

LOCOMOTIV CLUB

PARCO DLF BOLOGNA

Via Sebastiano Serlio 25/2

ore 19.30

a seguire

musica dal vivo con il gruppo

DADDY SUGAR E THE SQUEEZER

Ingresso Libero



A tutti i bolognesi (per estensione agli emiliano-romagnoli) in ascolto. Sarebbe bello incontrarvi lunedì prossimo a Bologna. Se non sapete dov'è scrivetemi che ve lo spiego io (o ci ritroviamo ed andiamo insieme).
Vi aspetto


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24 ottobre 2008

Egìda

Stasera a Napoli prende il via la lettura di Gomorra a cura di cittadini, associazioni, attori, politici e quant'altro. Una cosa organizzata in poco tempo e che ha suscitato, come sempre in quei luoghi, una marea di distinguo, benaltrismi, purismi dietrologie e cazzate varie, tale da scoraggiare il più paziente degli osservatori. Io ho dato una piccolissima mano senza sé e senza ma, come in certi casi si dovrebbe fare. E non me ne pento. Anzi, ci ho preso gusto e sto provando ad organizzarne una a Bologna. La data dovrebbe essere il 13 novembre, le modalità le stesse, gli autolesionismi spero di no. Vi tengo informati, gli emiliani connessi e interessati si facciano vivi.

(la foto è tratta da Repubblica.it, il titolo da fonti governative, la musica lascio quella di Gaber)


21 ottobre 2008

AVVISO AI NAVIGANTI

Se ancora servono le iniziative simboliche in questo paese, e secondo me servono, mi pare degna di nota questa che vi linko. Una lettura napoletana per Saviano organizzata da due testate di rete a cui, per pura distanza geografica ed impegni lavorativi, non riuscirò a partecipare.
Però invito voi a darne notizia (magari linkando la cosa sui vostri blog) o,
nel caso degli amici napoletani, a fare una cosa semplice: andarci e leggere, con tanti altri, Saviano. Così vi fate una passeggiata in via dei Mille, incontrate un po' di gente non virtuale e fate cosa buona e giusta. M'arraccumann'!



 


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9 giugno 2008

LA SOCIETA' INCIVILE

  

   



Il signore inquadrato sulla sinistra, al secolo Simone di Meo, ha pubblicato qualche tempo fa un libro, (di cui parlammo anche da queste parti), in cui sviluppava una sorta di storia romanzata e mitizzata del boss Di Lauro, (dalle origini ai giorni nostri), in un contesto narrativo tutto sommato gradevole e di forte invenzione (basti pensare alle letture citate da un pentito di camorra: tanto per fare un esempio, Il giorno della civetta o, guarda caso, Gomorra). Il libro in altre epoche sarebbe passato inosservato ai più ma,  sulla scia del successo di Saviano, ha avuto qualche breve notorietà.
Chiunque altro avrebbe acceso un cero a San Roberto, (che lo ha addirittura citato tra gli autori della Nouvelle Vague anti-camorrista in un suo articolo per l'Espresso), il nostro invece, irriconoscente del favore ricevuto e della ruota succhiata, ha imbastito addirittura un blog tutto dedicato al suo artefice massimo, nel quale continua a vomitare veleno e quant'altro sul suo santo benefattore. 
Ora, siamo i primi a dire che, probabilmente, il ragazzo è stato fortunato, quasi sicuramente "usato" dai maestri di marketing editoriale italiano (ce ne sono?) per la creazione del "caso", che nulla di particolarmente nuovo o sorprendente in Gomorra viene rivelato, ma una cosa è certa: ha scritto un bel libro che, in un modo o nell'altro, è all'origine della rinnovata attenzione per la mafia dei casalesi, ha fatto si che di Napoli e Camorra si discutesse un po' ovunque e, non ultimo, ha creato le premesse per uno splendido film, come non se ne vedevano da un pezzo in Italia.
L'altro ha, di suo, il fatto di essere  stipendiato come addetto stampa da un tal senatore De Gregorio: il famigerato creatore del movimento degli italiani al'estero, quello eletto nel centro sinistra e passato immediatamente al centro destra, il tristemente noto agli amici del quartiere come  Buzz'tiell', il recentemente assurto alle cronache giudiziarie per presunte connessioni più o meno mafiose, legate a voti di scambio e quant'altro (tutte da dimostrare, certo, ci mancherebbe).
Insomma, con tutto quello che c'ha da fare a Napoli, (e al seguito del suo mentore), un esponente della famosa schiatta dei cronisti di nera napoletani, - che da sempre si descrivono intenti a combattere la camorra con inchieste incalzanti sulle gazzette locali, senza una lira, senza protezioni e senza l'illuminante successo di Saviano, - il nostro passa il tempo a combattere contro quest'ultimo? E non ci riesce proprio a trovare una causa migliore per spendere tempo ed energie? Vuole che gli si suggerisca qualcosa?


10 febbraio 2008

Zibaldone

   
   
   




Avrei 25.000 argomenti oltre a quello dei libri di gennaio. Ma a volte gli argomenti mi annoiano. Potrei dirvi però che nella lista ci sono due libri napoletani scritti da napoletani. E questo è già un argomento.
Uno è un ridicolo esempio di come basta fare un buon libro di fiction (Gomorra) su un tema che faccia rabbrividire i borghesi e, contestualmente, faccia loro benedire la mamma che li ha partoriti in altri luoghi, basta che questo libro abbia un discreto successo ed ecco che nascono come funghi i cronisti duri e puri di scuola. Qui addirittura (qui sta per questo libraccio sconclusionato che va sotto il titolo: Io per fortuna c'ho la camorra), il maestro Saviano viene citato in copertina, come un marchio DOC. Il libro è veramente scadente, pieno di vezzi ridicoli, compassioni per la spazzatura umana dei luoghi, attenzione spocchiosa al "sociale. Insomma un gran libro di merda.
L'altro invece mette fuori un autore di cui stranamente (essendo un mio coetaneo) neanche conoscevo l'esistenza ed il percorso. Maurizio De Giovanni sa scrivere (e questo è già un miracolo, di questi tempi micragnosi), sa costruire storia e personaggio e ambienta un giallo nel tempio della lirica napoletana ai tempi del fascismo. A parte il particolare un po' CSI del commissario che "vede" gli istanti immediatamente precedenti il delitto (le componenti magiche o non realistiche non mi sono mai piaciute molto nei gialli), il resto è tutto da godersi. E questo già ci da un po' di fiato e di speranza.
Le altre letture sono di routine: l'ultimo (ed il peggiore) Harry Potter, un Deaver di qualche tempo fa, una rilettura curiosa di Huxley, ripreso solo perché hanno ristampato questi stupendi volumi della Medusa in bianco verde e perché l'avevo letto, pensa un po', proprio verso i miei 18 anni.
La Storia della Brutteza di Eco è un'opera di compilazione che non ho letto tutta (anche perché non è il caso e non è un romanzo) ma ho visto per intero. Fascinosa e di mestiere.

Però a questo punto gli altri argomenti sono saltati. Ed io mi fermo, a mezzanotte e un minuto è già lunedì e dobbiamo pensare alle letture di febbraio. Notte notte.












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